La parola immaginata

Concorso di videopoesia

Indicazioni generali

trevigliopoesia 2009 contest

L’Associazione culturale Nuvole in viaggio, con il patrocinio e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Treviglio, indìce la seconda edizione del concorso di videopoesia LA PAROLA IMMAGINATA.

OPERE AMMESSE AL CONCORSO
Possono partecipare al concorso opere in video (edite o inedite), realizzate a partire dall'anno 2007, che abbiano come riferimento una poesia (edita o inedita): libere ri-creazioni – per immagini, suoni e parole – di testi poetici. Ogni autore può partecipare al concorso con una sola opera.
FORMATO E DURATA
Tutte le opere devono essere inviate per la selezione in formato DVD. La durata massima consentita è di 5 minuti. Per le opere selezionate sarà eventualmente richiesto il successivo invio dei video nel formato MiniDV.



Selezione delle opere finaliste

Le opere sono state proiettate nella serata di domenica 31 maggio, presso il Chiostro del Centro Civico Culturale di Treviglio, ingresso vicolo Bicetti (in caso di pioggia: Auditorium del Centro Civico, ingresso Largo Marinai d'Italia), all'interno dell'incontro con Milo De Angelis.
Al termine della proiezione è stata proclamata l'opera vincitrice del concorso: Tempo sepolto.

Tempo sepolto (VINCITORE DEL CONCORSO)

di Puccio Chiesa

“Questo video è ispirato alla dolorosa vicenda del terremoto in Abruzzo. Avendo vissuto all'Aquila per un periodo della mia vita, la riflessione sulle vite spezzate, su quello che è andato distrutto, si intreccia con quella del 'tempo perduto', dei ricordi sepolti dalle macerie e dalla memoria.
Una cena solitaria e straziante a 'cielo aperto', a base di sabbia, diventa occasione per meditare sulle 'cose che non ritornano', sul passato che non si ricompone, sui ricordi dei quali non resta che polvere...”

Il video vincitore della seconda edizione del concorso di videopoesia LA PAROLA IMMAGINATA è TEMPO SEPOLTO, di Puccio Chiesa, con la seguente motivazione espressa dalla giuria: “Per la conduzione lineare ed onesta di un'idea originale. Perché è un lavoro privo di retorica. Per il linguaggio visivo e la parola poetica che scorrono senza disturbarsi l'uno con l'altra. Per la sua pietas priva di pietismo”.

La sposa infedele

di Giuseppe (Peppo) Bianchessi

“Il video si basa sulla poesia La casada infiel di Garcia Lorca, nella quale l'evocazione in prima persona di un incontro amoroso si sovrappone (sotto forma di scrittura e di diario) alle immagini di una sposa che si strugge nell'attesa e alla fine si scioglie in un pianto nel deserto, dove un personaggio surreale raccoglie le sue lacrime.
Mi piaceva l'idea di contrapporre la presenza del poeta attraverso le sue parole e le immagini dell'oggetto della poesia stessa, con la sua vita, i suoi sentimenti e le sue azioni 'reali' e simboliche, mettendo in risalto la solitudine di tutti e due e il diverso modo di affrontare l'assenza e il dolore che in qualche modo li lega...”

Polifemi

di Elena Chiesa

“Appassionata di 'pittura animata' realizzo videopoesie modificando progressivamente i singoli pixels di un'immagine virtuale dopo l'altra, dando origine a un flusso continuo di trasformazioni. Forse così ricreo ciò che avviene nella nostra mente quando si segue il fluire delle immagini che essa produce, più o meno inconsciamente, all'ascolto di un brano musicale, di un mantra o di una poesia. Non saprei dire se il risultato è semplicemente un supporto all'ascolto o un viaggio immaginifico lungo le parole oppure un altro tentativo di fermare visivamente il senso della poesia”

Catalizzatore

di Andrea Lorenzini


“Un uomo, chiuso in una stanza, sente i dolori del mondo”

Cento giorni dopo l'infanzia

di Viviana Nicodemo

“Interno di una stanza. Letto scrutato nelle sue pieghe e nelle sue stagioni. Ragazza che si tuffa e si rialza in una frenesia di gesti. Calma improvvisa. Stanza illuminata in una solitudine essenziale. Versi di De Angelis sull'esilio che si affaccia nel cuore della propria dimora. ”.



Cantica

di Sofia Pelczer

“Le scale conducono a una porta, una feritoia di luce, oltre la quale si apre l'altro tempo: una giovane donna per terra, sale e scende gli scalini, spinta da forze segrete, mentre i versi di Celan scandiscono il dramma di qualcosa che, indicibile, si infrange sul filo spinato. ”